31 luglio 2014

Diana Gabaldon
Lord John e una questione personale

Serie Lord John Grey 1
Titolo originale Lord John and the Private Matter

Trama
TEA | pag. 299 | € 9,50
Londra 1757. In una serena mattina di giugno, Lord John Grey, ufficiale al servizio di Sua Maestà, esce turbato dal Beefsteak Club di cui è membro. Ha appena scoperto che il futuro marito di sua cugina è probabilmente affetto dal «mal francese»; decide di approfondire la questione, ma i suoi sforzi per evitare uno scandalo che potrebbe distruggere il buon nome della sua famiglia vengono interrotti da un compito più urgente: la Corona lo incarica di indagare sul brutale omicidio di un altro ufficiale, sospettato di essere una spia al soldo dei francesi. Costretto a seguire due indagini in parallelo, il Maggiore Grey si trova invischiato in una rete di tradimenti e di malcostume che tocca ogni strato della società. Dalle molly houses per soli uomini della Londra notturna ai saloni della nobiltà, dalla strada macchiata dal sangue di un uomo assassinato al mare tempestoso solcato dai vascelli della Compagnia delle Indie, Lord Grey insegue le tracce di una misteriosa donna con un abito di velluto verde che potrebbe essere la chiave di tutto.

Commento
Quando uno scrittore è bravo, c'è poco da fare, ogni suo romanzo è un piacere.
Nel caso della Gabaldon questo è vero più che mai. Dopo tanti anni a scrivere romanzi storici è inevitabile che abbia sviluppato una certa disinvoltura, la capacità di far immedesimare il lettore nel periodo storico scelto e di farlo sentire tremendamente a proprio agio. Certo, la ricerca storica gioca un ruolo fondamentale, ma è lo stile, è ciò che rende speciale un autore a lasciare il segno.
Io adoro lo stile di Diana Gabaldon, a prescindere da quello che scrive. Potrebbe anche darsi alla saggistica ma sono sicura che il suo senso dell'umorismo secco, tagliente e brillante trasformerebbe qualsiasi cosa in una lettura appassionante. E il suo amore per i dettagli - mai noiosi - riesce a dare un tocco in più anche a scene o a personaggi che di speciale hanno poco.
Quando John Grey fa la sua comparsa nella serie Outlander quasi nessuno lo ha considerato importante o interessante. Con il passare dei romanzi si è preso sempre più spazio, ritagliandosi un ruolo all'interno della serie che si è legato a quello dei protagonisti trasformandosi, così, completamente agli occhi del lettore. John Grey è uno di quei personaggi che passano inosservati ma che hanno tantissimo da raccontare.
La Gabaldon questo l'ha capito benissimo e, infatti, non ha saputo contenere il racconto che stava scrivendo su di lui e si è trovata per le mani un romanzo. Anzi, una serie di romanzi.
Lord John e una questione personale è il primo libro e ha il fantastico compito di farci conoscere il nostro ufficiale. Prestissimo, già dalle prime pagine, John si toglie di dosso quell'aria rigida, freddina, un po' impacciata che gli è rimasta appiccicata da Outlander e, senza farsi pregare, dimostra di avere una mente molto sveglia, di essere brillante e intelligente, e di possedere un senso dell'umorismo tutto suo. Sorprendentemente sentimentale, Grey richiama alla memoria con un'onesta disarmante i suoi ricordi e i suoi sentimenti per...Jamie (sì, lui è lui!) e ci introduce nel delicato mondo dell'omosessualità nella Londra di metà '700. Senza sbandierare ai quattro venti il suo orientamento (anzi, usando cautela e una buona dose di buon senso), John sfrutta le sue esperienze passate, i suoi contatti e le sue capacità per risolvere ben due questioni. Una, la prima, è quella personale: il fidanzato della cugina sembra essere malato di sifilide ma ben presto John si rende conto che l'uomo non è solo un nobile ma un uomo con dei segreti pericolosi. La seconda è l'omicidio di un ufficiale, sospettato di essere una spia e John viene incaricato - suo malgrado - di indagare per scoprire se l'uomo era veramente un traditore e chi lo ha ucciso.
Apparentemente separati i due casi cominciano a intrecciarsi fino ad arrivare ad una risoluzione unica. Non mancano colpi di scena, indagini e intrighi a non finire, e una carrellata di personaggi che accompagnano Grey nelle sue indagini così diversi tra loro, così ben costruiti e particolari, da essere parte stessa della storia. Coerente al suo modo di scrivere, la Gabaldon riesce a rendere divertenti scene banali e interessanti sotto trame che normalmente un autore lascerebbe cadere durante la stesura. Ma lei, che è maestra dei collegamenti, dei dettagli nascosti e dell'usare la semplicità come soluzione unica di una storia, riesce a creare una struttura narrativa che sembra complessa e carica di dettagli ma che, durante la lettura, scorre velocissima, chiara e piacevole e non lascia mai all'oscuro il lettore, non lascia nessuna questione in sospeso e non teme di far vivere ai suoi protagonisti avventure e pericoli.
Al contrario della serie Outlander, quella di John Grey ha un'aria più frivola, meno drammatica, e tende a usare l'ironia come arma per combattere la noia e per portare avanti la storia. E' una versione leggera del classico romanzo della Gabaldon e ha un grosso pregio, per me: riesce a far rilassare e contemporaneamente appassionare il lettore. Coinvolge ma non pesa e non è mai invadente.
Sono così soddisfatta ed entusiasta di questo romanzo che non ci penserò due volte a comprare i due seguiti e tenermeli da parte per i momenti difficili (che, aimé, ci sono sempre).

2 commenti:

Alice ha detto...

Wow! Ho scoperto La straniera in tempi recentissimi, infatti non ho ancora terminato di leggere tutti i libri pubblicati fino ad ora. Ho appena finito Tamburi d'autunno per darti un'idea. Quindi conosco John Gray e, anche se fino ad ora non se ne è parlato tantissimo, mi piace molto. Visto che condivido in pieno il tuo parare sull'autrice, cioè che è una grande, aggiungo questo libro a quelli da non perdere.
Solo una domanda: visto il punto in cui sono arrivata con La straniera, rischio qualche spoiler?

Miraphora ha detto...

@Alice
Vai tranquilla, questo romanzo ha un solo richiamo alla serie Outlander ed è molto blando, non dice praticamente niente di compromettente. :)