22 aprile 2014

Veronica Roth
Divergent

Trilogia Divergent 1

Trama
De Agostini
pag. 478 | € 9,90
La società distopica in cui vive Beatrice Prior è suddivisa in cinque fazioni, ognuna delle quali è consacrata a una virtù: sincerità, altruismo, coraggio, concordia e sapienza. Il momento cruciale nella vita dei cittadini è il Giorno della scelta, che cade allo scoccare del sedicesimo compleanno: ogni giovane sceglie a quale fazione votare il proprio futuro. Ora tocca a Beatrice, e la sua scelta non solo sorprenderà tutti, ma segnerà per sempre il suo destino, catapultandola in un mondo duro e violento e facendole scoprire le crepe di una società che è tutto tranne che perfetta. Una società che la vorrebbe morta se scoprisse il suo segreto. Perché Beatrice non è una ragazza qualunque, lei è una divergent. Una diversa.




Commento
Io non sono una fan del genere distopico. Anzi, diciamo proprio che non è un genere che leggo. L'unico che potrebbe definirsi tale e che è finito nelle mie manine è stato Hunger Games, ma non mi ha entusiasmata abbastanza da proseguire con i seguiti.
Però ogni tanto mi lascio trasportare dall'entusiasmo altrui e cedo alle lusinghe di una buona recensione. Il colpo di grazia è stato il film - nelle sale proprio adesso - che mi ha attirata tantissimo. A questo punto dovevo per forza leggere questo benedetto Divergent di cui tutti parlano.
E miracolo dei miracoli, mi è piaciuto sul serio. Non del tipo 'si, dai, carino' ma del tipo 'che forza!'. Ho già ordinato il prestito in biblioteca per il seguito, e vi ho detto tutto.
Considerando il pubblico alla quale è destinato, Divergent riesce ad essere allo stesso tempo leggero e semplice, maturo e profondo in un equilibrio ben riuscito che non vacilla e che permette a chi - come me - non ha elasticità mentale di immedesimarsi nel mondo distopico creato dalla Roth senza che la confusione mentale regni sovrana.
E' un romanzo semplice e leggero principalmente grazie allo stile dell'autrice che scorre velocissimo e senza pause, senza momenti morti. Appena cominci a leggere viene catapultato subito nella storia con pochissimo tempo per ambientarti. Stranamente questa aggressivita' aiuta tantissimo a prendere il ritmo senza sentirsi spaesati perché mette in chiaro subito qual'è il punto di vista principale, qual'è la visione della realtà distopica e quali sono i sentimenti che serpeggiano tra le pagine. In questo modo il senso di confusione dura un attimo soltanto e la storia parte potente e veloce.
Quando dico maturo e profondo non intendo che il tono usato dall'autrice è forzatamente adulto, mi riferisco invece alla serietà del tema sulla quale si basa tutto il romanzo. Non il solito richiamo al totalitarismo - tipico del genere, a quanto ne so - quanto il vero problema che affligge praticamente chiunque in qualsiasi realtà e in ogni momento storico: la ricerca dell'identità. Chi siamo, cosa vogliamo, chi vorremmo diventare, in generale non sono domande semplici, soprattutto quando le circostanze e la società non ci permettono di essere liberi. E' questo il mondo di Divergent, dove le persone vengono divise in categorie in base al principale orientamento della loro personalità. Sei coraggioso? Altruista? Avido di sapere? Pacifista? Onesto fino al midollo? Ci sono solo cinque categorie e se non sei convinto della tua scelta l'alternativa è essere un Escluso, un dimenticato.
Divergent non vuole raccontare solo l'ambiente esterno, con la sua situazione sociale e la sua società fittizia - per quanto siano una parte importante di tutto il romanzo - ma vuole focalizzarsi sull'identita del singolo, sulla difficolta di sapere cosa fare di sé stessi. In questo mondo che non permette sfumature, dove le persone vivono una finta pace, la voce narrante spicca forte e chiara. Beatrice compare sulla scena e, nonostante soffra di una crisi d'identità prevedibile, ha i contorni netti: il suo punto di vista è cristallino e i suoi pensieri - così come le sue azioni - sono ciò che chiunque potrebbe sentire e fare. Per questo ci si affeziona a Beatrice e per questo si vive il suo cambiamento come una confidenza, accogliendo ogni briciolo di forza che riesce a raccimolare, ogni momento di coraggio e ogni esperienza che la plasma fino a renderla ciò che è: una divergente.
Ho apprezzato in modo particolare la spietatezza dell'autrice nel far vivere a Tris esperienze di diverso tipo: la brutalità della socitetà e quella del singolo, il bullismo, l'ignoranza, la violenza e la morte. Ogni colpo brutale serve a forgiare Tris e a farle vivere in modo differente le cose belle della vita: l'amicizia, l'amore, la famiglia e l'amore verso sé stessi, la dignità, la forza, il carattere. In questo miscuglio vario spicca su tutto Quattro, un personaggio che svela pochissimo di sé e che rappresenta al meglio l'effetto che questa realtà distopica ha sulle persone.
Considerando la mia mancanza di curiosità verso il genere e il tempo che ci ho messo a leggerlo il mio voto finale è una sorpresa. Mi è piaciuto molto, mi ha colpita in modo particolare e non vedo veramente l'ora di continuare con il seguito. Forse posso dirlo ad alta voce, anche se non ne ho la piena certezza: credo proprio che il distopico mi piaccia.

4 commenti:

Silvia Leggiamo ha detto...

Ahhhhh *urla di piacere*, come sono contenta che ti sia piaciuto, adesso che ho finito la trilogia posso dire che è una delle migliori di questo genere, perché racconta una storia, parla di crescita, di diritti e doveri, e io ho amato infinitamente il personaggio di Beatrice e tutto il suo percorso.

Miraphora ha detto...

Settimana prossima dovrebbe arrivarmi Insurgent dalla biblioteca. Spero. *_*

Silvia Leggiamo ha detto...

Nell'attesa devi vedere il film!

Miraphora ha detto...

E Magari! Non riesco mai ad andare :(