1 febbraio 2014

Katie McGarry
Oltre i limiti

Serie Pushing the Limits 1
Titolo originale Pushing the Limits

Trama
De Agostini
pag. 432 | € 14,90
Nessuno sa cosa sia successo a Echo Emerson, la ragazza più popolare della scuola, la notte in cui le sue braccia si sono ricoperte di cicatrici. Nemmeno lei ricorda niente, e tutto ciò che vuole è ritornare alla normalità, ignorando i pettegolezzi e le occhiate sospettose dei suoi ex-amici. Ma quando Noah Hutchins, il "bad boy" del quartiere irrompe nella sua vita con la sua giacca di pelle, i suoi modi da duro e la sua inspiegabile comprensione, il mondo di Echo cambia. All'apparenza i due non hanno nulla in comune, e i segreti che custodiscono rendono complicato il loro rapporto. Eppure, a dispetto di tutto, non riescono a fare a meno l'uno dell'altra. Dove li porterà l'attrazione che li consuma e cos'è disposta a rischiare Echo per l'unico ragazzo che potrebbe insegnarle di nuovo ad amare?
Le coprii la mano con la mia. Anche il mio cuore si placò quando le accarezzai la pelle liscia con il pollice. Lei lasciò la penna e per coprirsi strinse l'orlo della manica nel palmo, un meccanismo di difesa costante. No. Se voleva stringere qualcosa, sarebbe stata la mia mano. Infilai il pollice fin sotto la stoffa e la liberai dalla stretta ferrea delle dita. Strinsi la mano attorno a quelle dita fragili. Toccare Echo era come tornare a casa.
Commento
Cosa succede quando due emarginati si incontrano? Possono entrare subito in sintonia o detestarsi amabilmente. Possono sentirsi uniti o possono scappare, incapaci di affrontare la realtà. Poi, a volte, capita che due persone con un pesantissimo bagaglio emotivo e con problemi reali si trovino spinti nella stessa direzione con l'obbligo di collaborare per ottenere qualcosa. Quel qualcosa è di vitale importanza: Noah vuole a tutti i costi, no matter what, riprendersi i fratellini dai quali è stato diviso dai servizi sociali dopo la morte dei genitori. Per Echo, invece, l'obiettivo è trovare un briciolo di normalità nel caos che è la sua vita.
Per Noah la vita è stata un susseguirsi di delusioni e di batoste dall'esatto momento in cui i genitori muoiono. Il lutto, l'enormità della perdita e il dolore diventano impossibili da gestire quando anche la sua unica ancora di salvezza, i due fratellini, viene strappata dalla sua vita, lasciandolo solo.
Noah è solo e non c'è famiglia affidataria, non c'è spinello, non c'è sbronza, non c'è sesso occasionale che possa allontanare il dolore. Per lui tutto è in salita, ogni novità è fonte di delusione, ogni adulto che incontra in qualche modo 'lo frega' e la sua vita fa semplicemente schifo. E' un ragazzo stressato, deluso, amareggiato che cerca conforto nella compagnia di ragazzi come lui e che ha un solo modo per staccare la spina, per fermare i pensieri e smettere di soffrire per un po': la droga. Per lui farsi uno spinello è l'equivalente di una vacanza in una spa. Dopo qualche tiro la sua vita non sembra più così orrenda e riesce anche a divertirsi. Ma appena i fumi spariscono e ritorna alla realtà il suo cuore riprende a sanguinare.
Echo è un'emarginata perché vittima della cattiveria dei suoi coetanei. Vittima del gossip, del menefreghismo, vittima di una malattia che ha rovinato la sua famiglia e anche la sua vita.
Echo si risveglia un giorno senza memoria, in un letto d'ospedale, con le braccia ricoperte di tagli. Non sa cos'è successo, sa solo che sua madre l'ha aggredita e che la vita così come la conosceva è finita. Oltre al dolore tremendo per la morte del fratello in Afghanistan, Echo deve anche fare i conti con la perdita della madre malata di bipolarismo e con l'episodio di violenza, con il divorzio dei genitori e con il nuovo matrimonio del padre con, giusto per chiudere in bellezza, la sua babysitter. Echo è in una situazione di prostrazione fisica ed emotiva tale che non riesce a dormire, non esce di casa, vive nel terrore di impazzire come sua madre, e smette di avere una vita. Per tutta la scuola Echo è una pazza autolesionista, una fuori di testa da non frequentare se si vuole mantenere lo status.
Nel momento in cui la psicologa della scuola decide di accoppiare Echo e Noah per un progetto di ripetizioni c'è il primo click, l'incastro del primo grosso pezzo della storia. Si direbbe che uno come Noah, strafottente e menfreghista, possa essere solo una palla al piede, una noia da sopportare. Eppure quando Echo lo guarda, e quando lui vede e sente quanto lei stia soffrendo sparisce d'incanto lo strato superficiale, quello che usa per nascondersi a tutti. Echo lo mette a nudo, ridimensiona i suoi problemi e lo sprona ad essere una persona più comprensiva, più generosa, più affettuosa.
Per Echo stare vicino a Noah è una scossa al sistema: è il bad boy della scuola, sexy e imprevedibile, che la guarda in modo malizioso ma non supera i mai i limiti, è una tentazione irresistibile sia perché ne è attratta, sia perché con lui si sente stranamente a suo agio. Superato lo scontro iniziale, le incomprensioni e i dispetti, Noah ed Echo creano una loro normalità studiando insieme, scambiandosi con parole e sguardi i loro sentimenti, i loro pensieri e i loro problemi.
Click. Secondo pezzo che va al suo posto. La loro connessione è tutta di testa, di pancia, è un'unione di anime affini che trovano felicità nell'aiutarsi e nello stare insieme. Non c'è traccia di sessualità sfacciata, non c'è il sesso come unico motore della storia, non ci sono i soliti momenti di crisi di coppia. Tutto, in questo romanzo, gira attorno a Noah ed Echo come singoli, come protagonisti indipendenti. Il punto di forza di tutto il romanzo è proprio l'intensità dei due personaggi e il fatto che non abbiano problemi a vomitare i loro pensieri, scaricandoli sulle spalle del lettore come macigni.
Echo è al limite, è una corsa verso la distruzione che frena solo quando Noah le si mette davanti, la chiama piccoletta, l'accarezza e le sta vicino perché tiene a lei. Noah ha uno strato esterno duro, infrangibile, ma all'interno è una fornace di amore, di devozione di lealtà. Ama i suoi fratelli alla follia e farebbe qualsiasi cosa per stare insieme a loro. La sua sofferenza è talmente viscerale che nemmeno lui riesce a buttarla fuori, non riesce a uscire dal blocco emotivo che si è imposto e si permette di crollare solo di fronte ai visetti sorridenti dei fratellini. Noah è un personaggio stupendo, meraviglioso, è un uomo con le paure e i desideri di un ragazzino, è un protagonista che sa farti ridere e piangere, che sa intenerirti e che non smette mai di lottare. Le scene più belle, quelle più commoventi, quelle più genuine, sono proprio le sue. Ti trascina nelle sue emozioni e ti strappa dagli occhi le lacrime, ti lascia vedere le cose con i suoi occhi e vivi con lui il difficile cammino che ha intrapreso nel momento in cui si lascia prendere da Echo. Il suo è un cammino di crescita, di accettazione, di amore, è il giro di emozioni più forti e sincere di tutto il romanzo.
E alla fine successe. Dopo anni che mi trattenevo, il dolore esplose senza freni. Tutta la rabbia e la tristezza e la pena che avevo immagazzinato in fondo al cuore per non sentire vennero a galla con violenza. «Voglio mamma e papà.» Non riuscivo a prendere fiato. «Rivoglio solo la mia famiglia.»
E a questo punto, dopo l'ennesima scena che mi ha fatto salire il magone in gola, si sono aperte le cateratte e ho pianto come una fontana. Oh Noah, chi se ne frega del tuo status di bad boy, la realtà è che sei un tenerone e io ti ho adorato dalla prima all'ultima pagina!
Per Echo il discorso è molto più complesso perché lei vive un concentrato di dolore, ed è un miracolo che l'autrice abbia trovato il modo di farla uscire alla luce. I suoi sono problemi difficili da affrontare ma la McGarry ha saputo prenderli nel verso giusto, dando il giusto peso, la giusta drammaticità, senza esagerare. D'altronde non ne aveva bisogno e così alcune parti spiccano su tutte, come la paura di affrontare i coetanei, la paura di mettere a nudo le sue cicatrici, di non essere accettata dagli amici, dal padre, da Noah, la paura di aver perso per sempre la madre, la paura di non saper gestire il dolore della morte del fratello, la paura di essere più forte, di non nascondersi, di cercare la felicità per sé stessa e non per gli altri. E' un sacco di roba, per una persona sola, e non sorprende che Echo sia il personaggio più difficile dei due, quello che ha bisogno di maggior attenzione e di comprensione. Quello che vorrebbe dal padre e dagli amici, lo riceve mille volte di più da Noah. Quello che non riesce ad esprimere, lo vede negli occhi di Noah. Quello che vorrebbe fare ma ha paura di mettere in pratica, usa l'energia di Noah come sua e poco alla volta rimette ordine nei suoi pensieri, pianifica le sue priorità, riprende in mano le sue insicurezze e stabilisce la sua rotta, la sua nuova vita.
Credo che questo sia il Young Adult più bello letto fino ad ora per il suo contenuto, per il messaggio e per la rappresentazione che fa dei giovani. Un bad boy non è solo sesso, droga e rock&roll, può essere anche un ragazzo spaventato, deluso, solo. Una ragazza che si nasconde la mani nelle maniche della maglia non è per forza una stramba da prendere in giro, forse si nasconde perché ha paura e perché la sua vita è tutto fuorché spensierata. Un Young Adult non deve per forza avere scene di sesso, di scoperta del corpo e della sessualità per essere intenso, può limitarsi a dei baci che sono scambi di anima più che di ormoni, a carezze che vogliono dire ci sono, ti capisco, ci tengo.
Terrò Oltre i limiti nella mia libreria dei preferiti, perché so già - me lo sento - che molto presto avrò bisogno di rileggerlo.

2 commenti:

leTAZZINEdi Yoko ha detto...

"scambi di anima più che di ormoni, a carezze che vogliono dire ci sono, ti capisco, ci tengo"
che belle parole hai usato mira ...e bellissima recensione in generale =) dopo averla letta mi sono fiondata a comprare (e leggere) il libro e me ne sono innamorata quando te!

Miraphora ha detto...

Yoko <3