30 luglio 2013

Jennifer Donnelly
Come una rosa d'inverno

Serie Tea Rose 2

Trama
Sonzogno
pag. 880 | € 11,90
La storia inizia sulle sponde del Tamigi, è l'anno 1900: le desolate strade dei sobborghi londinesi non sono il luogo adatto per una ragazza per bene come India Selwyn Jones, una bellezza aristocratica il cui animo generoso la spinge ad abbracciare grandi ideali. Ha scelto di essere medico e, grazie all'ambiente in cui è cresciuta e alla stima dei suoi insegnanti, potrebbe esercitare la professione nei più prestigiosi ospedali della città. Ma India ha la testa dura e vuole portare aiuto dove ce ne è più bisogno, tra i poveri e i disperati. Proprio in questi sordidi vicoli, tra ladri, prostitute e sognatori, India si trova a dover curare, salvandogli la vita, il più famoso gangster di Londra, Sid Malone, cinico, spietato, conturbante. Malone è l'esatto contrario dell'elegante fidanzato di India, una stella nascente del Parlamento inglese. Nonostante la repulsione per un uomo che rappresenta tutto ciò che lei detesta, poco alla volta India si lascerà attrarre dalla complessa personalità del malvivente, intrigata dal suo misterioso passato. Inevitabilmente, pur cercando di resistere ai loro sentimenti, i due si ritrovano l'uno nella braccia dell'altro. È un amore appassionato, sconveniente, in cui l'estasi si alterna alla sofferenza, e che provoca distruzioni quali non avrebbero mai potuto immaginare. Spaziando da Londra al Kenya, fino alle remote e selvagge coste della California, Come una rosa d'inverno è un'avventura mozzafiato, un'epopea romanzesca, ricca di personaggi e situazioni, da gustare pagina per pagina, dove il piacere di una narrazione "classica" si combina con la sensibilità di uno sguardo contemporaneo.

Commento
Non c'è niente di meglio che partire per una vacanza da spiaggia con un romanzo come questo, mastodontico, lungo, corposo, immenso. Un romanzo che ti impegna per tutta la vacanza, senza pause, che ti fa passare il tempo sul lettino senza accorgerti, un libro che riesce anche a isolarti dalla bolla africana e che non ti fa sentire il caldo torrido. Un romanzo del genere è quello che ci vuole, quando lo punti dalla sua uscita e non trovi mai il momento giusto che buttarti a capofitto nelle sue 880 pagine. Chi se ne importa se occupa il 90% dello spazio nella tua borsa da spiaggia, e chi se ne frega se portarlo in giro ti infiamma i muscoli della schiena. E' importante avere un mattone del genere, in vacanza. Avendolo preso in prestito in biblioteca la mia edizione era quella rilegata (pesantissima), ma esiste anche quella economica più morbida e maneggevole.
Insomma mi sono piazzata sul lettino per 7 giorni con il libro ben piantato sulla pancia - perché tenerlo in mano alla lunga fa venire i crampi - e l'ho quasi finito. Quasi, le ultime 50 pagine ho dovuto terminarle a Milano e non è stata la stessa cosa. Ma anche così, 880 pagine in meno di 10 giorni è quasi un record per me, vuol dire che ho macinato questo libro ad un ritmo serrato e dice praticamente tutto della storia.
Ho letto il primo romanzo della serie, la storia di Joe e Fiona, anni fa ma mi ricordavo benissimo che la Donnelly mi aveva risucchiata nella narrazione da subito, lasciandomi scossa, felice e isterica perché all'epoca questa autrice quasi non se la filava nessuno. Anni dopo, dopo innumerevoli richieste, finalmente è stata pubblicata la storia di Sid Malone, di Charlie (e anche il terzo titolo della serie La rosa selvatica). Il malfattore di Whitechapel, rosso capelluto dal fascino ruvido di chi è cresciuto in mezzo alla strada ed è sopravvissuto a calci, pugni e miseria, Sid Malone è il bandito più pericoloso e ricco dell'East London, un vero boss che controlla spaccio, prostituzione, contrabbando e ogni tipo di attività illecita. Sid ha sradicato dal suo animo ogni traccia del fratello, dell'uomo buono e onorevole, e si è rassegnato ad una vita che non gli procura nessuna felicità. Sotto sotto Sid è veramente infelice, non vorrebbe fare quella vita ma sa che non ha scelta. Arrivato in cima può solo scegliere di lottare per mantenere il suo ruolo o lasciar perdere tutto e sparire. Completamente opposta a Sid è India, una giovane donna appena laureata in medicina e decisa a fare la differenza tra i malati di Whitechapel. India è illuminata dalla passione per il suo lavoro, non si lascia fermare da niente e da nessuno, procede spedita - anche se un po' ingenua - nel suo lavoro. Finché incontra Sid, e tutte le sue certezze, le sue convinzioni crollano: lui le apre gli occhi sulla realtà, la rende viva, sicura, le fa provare emozioni vere, di quelle che India non ha mai nemmeno immaginato e che la travolgono in un cambiamento radicale, dalla giovane ingenua ad una donna dura come un diamante e altrettanto brillante.
La loro relazione è un continuo tentativo di trovare un equilibrio: Sid si scrolla di dosso il ruolo di bandito, riscopre un'identità che credeva perduta, trova speranza, gioia e sente nascere desideri semplici ma speciali. India, invece, si trasforma e riesce a contagiare con la sua energia tutte le persone che le stanno vicine.
Riassumere così la loro storia è decisamente riduttivo e non rende giustizia al romanzo, ma è il bello di questo libro: c'è molto di più di una semplice trama, i personaggi parlano al lettore, si fanno conoscere intimamente e si legano uno all'altro tanto che ogni capitolo, ogni scena si accavalla con la successiva come la trama fitta di un tessuto. I personaggi non direttamente protagonisti, come Joe, Fiona, Freddie, Ella, sono più che secondari perché hanno un ruolo decisivo nella storia, si muovono e interagiscono senza fretta, prendendosi tutto il tempo e lo spazio di cui hanno bisogno.
La mole del romanzo è presto fatta: è un romanzo storico, una storia di persone, di avventure e di vite. La Donnelly in questo è bravissima perché è riuscita a rendere scorrevole e coinvolgente un libro impegnativo per la sua lunghezza e soprattutto per la sua tipologia: è più di un romanzo d'amore, strizza l'occhio agli storici e ai romanzi d'avventura, con una toccata al giallo ottocentesco inglese, è un romanzo indefinibile ma ben fatto, con una trama solida e sottotrame affascinanti, con personaggi coerenti e con un'identità ben formata.
Per me non è una sorpresa, era un dato di fatto che la Donnelly avesse creato un romanzo allo stesso livello del primo, perché quando si scrive così, quando si creano storie corpose ed eleganti, è evidente che l'autrice ce l'ha nel sangue. Non mi resta che mettere in lista d'attesa il terzo romanzo della serie, magari per il prossimo anno, per la prossima vacanza. 

2 commenti:

Silvia Leggiamo ha detto...

COme per il prossimo anno il terzo libro? Uè stiamo scherzando? Leggi leggi...

Miraphora ha detto...

Massì! Uno all'anno va più che bene, anche perché i protagonisti del terzo non mi attirano molto...io ODIO gli escursionisti (deformazione professionale).