18 aprile 2012

Christine Feehan
Il principe vampiro. La metamorfosi

Serie Carpaziani 5
Titolo originale Dark Challenge

Trama
Newton & Compton
pag. 384 | € 9,90
Gregori, il più abile dei guaritori dei carpaziani, ha chiesto a Julian Savage di salvare una bellissima cantante, Desari, da una minacciosa società segreta di umani il cui intento è sterminare le creature della notte. Quando Julian sente per la prima volta la voce melodiosa dell'affascinante Desari, rimane incantato, e non può far altro che legarla a sé. Perché lui sa che quella ragazza è la sua anima gemella.
Julian lotterà con tutte le sue forze mettendo a repentaglio la sua stessa vita - per riuscire a proteggerla, anche se Desari non sembra ricambiare fino in fondo il suo amore. Lui sa che è così che deve andare. Ne è talmente sicuro che questo pensiero lo sta portando rapidamente alla follia. Riuscirà Julian a sconfiggere i nemici che minacciano la sua amata? E a scacciare tutte le ombre che incombono sul loro futuro?



Commento
Carpaziani, secondo tentativo.
Per un caso particolare, mi sono trovata in mano l’ultimo romanzo di Christine Feehan della serie dei Carpaziani, da anni ormai pubblicata in USA e ora anche in italiano. 
All’inizio della mia carriera di lettrice di vampire romance, la Feehan e questa serie in particolare erano un punto saldo da cui iniziare a conoscere il genere, una specie di tappa forzata per chi voleva farsi un’idea generale di cosa fosse un romance con protagonista un vampiro. 
Lo dico senza girarci intorno. Ho abbandonato la serie dopo il secondo titolo. Io e la Feehan non andiamo d’accordo e non sono le sue storie ad essere il problema. Il problema è che non reggo il suo modo prolisso, pedante e ridondante di scrivere. Non reggo i dialoghi forzatamente lunghi ed elaborati, non reggo il linguaggio finto ricercato dei protagonisti maschili, non reggo la lunghezza generale dei romanzi –francamente eccessiva, considerato che succede veramente poco- e, infine, non reggo l’atteggiamento maschilista e vagamente misogino dei personaggi maschili. Detto da me, che amo alla follia gli eroi alfa estremi, vuol dire che c’è qualcosa che non va. Quindi ho deciso, tempo fa, che avrei cercato i miei vampiri altrove. 
Ovviamente, alla notizia che sarebbero stati pubblicati anche in italiano sono rimasta sorpresa, lo ammetto. Questa dei Carpaziani è una serie old style, vecchia dentro, vecchia nello stile, nello schema, nei personaggi, che ha indubbiamente funzionato nel suo periodo d’oro ma che poco rappresenta ciò che è ora il vampire romance. Senza commentare la solita, scontata, euforia nel web che mi ha convinta a non avvicinarmi alla serie neanche da lontano, sono stata –gentilemente- fornita di questo volume e quindi l’ho letto. 
Mi sono avvicinata al libro con una mente forzatamente aperta, dopo una tabula rasa sulla mia esperienza precedente. Risultato? L’ho finito, anche se con una certa fatica. Ho ritrovato, ahimè, gli stessi elementi che mi hanno fatto abbandonare la serie anni fa e che francamente non me la faranno più leggere. 
La Feehan, va detto, ha il pregio di volere elaborare fino al limite i pensieri e i sentimenti dei suoi personaggi. Prolunga ogni scena con dialoghi infiniti (a volte con moltissime ripetizioni) dove i protagonisti sviscerano tutti i pensieri che passano loro per la testa. Sicuramente questo incide nella complessità e nella completezza del rapporto lui/lei ma il rischio, altissimo, è che effettivamente succeda poco o niente nella trama a parte i due che parlano, si beccano o si raccontano quanto si amano e quanto si desiderano in tutte le lingue del mondo. Apprezzo un buon dialogo, ma apprezzo di più una trama ben costruita, complessa, ricca di avvenimenti. Il vampire romance non è solo un eroe con i canini e un’eroina che si sottomette al suo volere porgendogli il collo. C’è tanto da sfruttare ma la Feehan ha deciso di creare un universo dove ogni cosa si riduce ad un’unica spiegazione: sei la mia compagna per la vita. Come per dire ‘non farti domande è così e basta, perché lo dico io.’ Il maschilismo estremo e fastidioso che pervade ogni singola pagina non mi rende piacevole la figura di Julian che, invece di essere un misterioso vampiro solitario, sembra il vampiro più sprezzante della cerchia. Impone il suo volere con un tono di accondiscendenza irritante fino all’ultima pagina e la protagonista, che parte bene –indipendente e attiva- diventa una marionetta tra le sue mani. Passa dall’essere controllata dal fratello ad essere controllata da Julian senza che nessuno si sprechi in una spiegazione sulle tradizioni dei Carpaziani. 
Va bene, la situazione non è esattamente ideale per fare un viaggio nelle tradizioni, ma allora non hai nemmeno tempo per farti tutti quelle pippe mentali su quanto sia bella, profumata, sensuale, risplendente, giovane, pura, bella, sua compagna per la vita (ripetuto talmente tante volte in una pagina da farmi venire un tic all’occhio). Se si legge il romanzo con un occhio ‘contemporaneo’ metà risulterebbe praticamente inutile ai fini della storia. Troppe scene inutili, lunghe e prolisse, troppe descrizioni inutili, troppi dialoghi in cui non si dicono mai niente di nuovo. 
È indubbiamente un romanzo ben scritto, ma che stona sempre – per come la vedo io. Il vampiro, in questo ambiente, con questo stile, risulta essere tutto tranne che vampiro. Le trasformazioni in animali, in vapore, lo spostare la terra, insomma…già visto, già letto. È inutile, il romanzo ha 12 anni e si sentono. 
Per chi apprezza uno stile poco telegrafico, una storia d’amore classica, magia presa così come viene, personaggi che sono dei cliché ambulanti, descrizioni lunghe, dialoghi infiniti (l’avrò ripetuto troppe volte, ho preso il vizio) allora questo è senza ombra di dubbio un romanzo piacevole, emozionante e coinvolgente. In certi punti anche io mi sono lasciata prendere dalla storia ma da altri personaggi, non dai protagonisti. Tuttavia questa curiosità non mi porterà da nessuna parte. Non ho intenzione di dare una terza possibilità a questa serie. 
Sorry.

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