24 gennaio 2012

J.R.Ward
Lover Enshrined. Un amore prezioso

Serie Confraternita del Pugnale Nero 6

Trama 
Mondolibri | pag. 462
E’ ormai diventata famosa la cittadina di Caldwell, avamposto di lotta contro i lesser nonché sede della Confraternita del Pugnale Nero, la congregazione di vampiri guerrieri che combatte strenuamente per la sopravvivenza della specie. Protagonista di questo capitolo della saga è Phury, il più leale, il più nobile fra i guerrieri, colui che ha improntato l’intera vita al sacrificio di sé. Dapprima andando in cerca del gemello Zsadist, rapito e tenuto prigioniero per anni come uno schiavo, poi rinunciando all’amore per Bella, infine mettendosi al servizio della razza come Primale delle Elette, ossia come maschio incaricato di generare una nuova stirpe di guerrieri. Un vero scherzo del destino per uno che, come lui, ha sempre osservato la castità. E infatti Phury vacilla di fronte a questa responsabilità che lo schiaccia, e si stordisce di droga per tenere a bada l’angoscia di vedersi per quello che è: un individuo senza uno scopo, un irrisolto e, in definitiva, un tossico senza speranza. Ma Phury non è solo. Accanto a lui c’è Cormia, l’Eletta che per prima dovrà portare in grembo il seme della nuova stirpe. Cormia, che desidera essere per lui più che un mezzo per un fine più alto. Cornia che, nel suo innocente candore, ha deciso di vivere nel mondo dei vampiri e ha scelto Phury come compagno per la vita. 

Commento
Siamo arrivati al numero 6, alla storia di Phury, al punto culminante della prima fase di questa serie. Dopo ben 5 romanzi l'autrice ha preso una sbandata lasciandosi trascinare dal plot, dai personaggi e dalle loro storie ma, soprattutto, dagli avvenimenti che esplodono inaspettati in questo romanzo.
Su sua stessa ammissione, la Ward rimpiange di aver dato a Phury e a Cormia meno spazio per la loro storia, al contrario delle storie precedenti. I due protagonisti lo sono fino ad un certo punto perché, molto spesso, vengono oscurati - o più semplicemente sostituiti - da altri personaggi. Purtroppo la mancanza di una storia d'amore veramente portante, che trascina tutta la storia e che influenza ogni singolo elemento della trama, si sente parecchio.
Phury, in base alla sua natura, aveva bisogno di uno spazio maggiore per chiarirsi con i lettori: già incompreso e difficile da capire, nel suo romanzo si espone solo per poco dandoci una visione parziale del suo carattere e dei suoi problemi. Una superficialità, questa, che non aiuta assolutamente ad apprezzare questo personaggio. Phury è stato lasciato in ombra, anche se non volontariamente, anche nel suo libro. Sebbene le parti con il suo PoV siano poche - secondo me - sono preziose proprio per questo. Ogni suo pensiero, dubbio, dolore escono dal foglio e ti prendono allo stomaco. Come si fa a non emozionarsi quando si trova da solo per la prima volta nella sua vita, con il gemello - sua unica ragione di vita - e la BDB che gli danno le spalle perché non sanno (o non vogliono) aiutarlo. L'indifferenza generale per la sua indipendenza mi ha dato fastidio anche nella lettura in originale. Gli altri fratelli avevano sempre fatto finta di nulla: Phury e il fumo rosso erano una costante, una specie di connubio di cui nessuno si curava. Una volta che Phury perde il controllo, nessuno riesce a vedere al di là dell'apparenza, al di là della sua dipendenza, leggendo la sua debolezza come tale e niente di più. Phury è un drogato perché quello è l'unico modo in cui riesce a tenere a bada i suoi demoni e solo Cormia si pone la domanda perchè lo fa? L'abbandono che Phury subisce da parte di quelli che dovrebbero essere la sua famiglia è un aspetto doloroso ma, ai fini della storia, necessaria. Solo così Phury riesce a toccare il fondo e solo così riesce ad essere sincero con sé stesso e, soprattutto, egoista per la prima volta nella sua vita.
Nell'egoismo c'è la sua salvezza, ovvero Cormia. L'Eletta ha poco spazio, ma riesce a far capire di che pasta è fatta in poche righe. Al contrario di Phury, che si dedica al benessere altrui, Cormia è ingorda di libertà, di affermazione di sé. Man mano che si libera delle sue pastoie, il suo carattere si forma, si rafforza fino a diventare non solo indipendente ma anche la vera forza di volontà di Phury, una specie di colonna portante per due persone. Aimé, tutto questo viene assorbito solo se si legge la storia più volte - come ho fatto io - oppure se si apprezza sul serio Phury, altrimenti si legge il romanzo ma con un certo peso.
La Ward, inoltre, ha inserito nella storia molti PoV diversi che le hanno reso possibile la preparazione di ben due, se non addirittura tre, storie portanti. John e Xhex, Rehvenge e successivamente in misura minore Qhuinn e Blay. Storie importanti di personaggi importanti che si evolvono legate alla trama base della serie. La guerra con la lessening society, con l'Omega e con la disfatta della società di vampiri. Insomma, sotto molti aspetti questo è un romanzo importantissimo per la serie, mentre sotto altri è differente, carente e forse deludente, se paragonato ai precedenti. Secondo me il cambiamento è stato un bene, perché ha movimentato una struttura che, ormai, era forse troppo statica anche se vincente. Continuo ad essere del parere, però, che Phury si meritava più spazio, ma ormai la frittata è fatta. Rimane comunque una storia molto emozionante, dolce e introversa com'è Phury.

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